Stambecco

Stambecco

31 Dicembre, 2023 Off Di Admin
(foto di copertina: T. Michielli) Durante la glaciazione denominata del Riss (250.000 – 150.000 anni fa), abbiamo la prima presenza dello stambecco in Europa e soprattutto sulle Alpi. In Italia era presente nelle regioni del sud (Campania, Basilicata, Puglia e probabilmente anche in Sardegna).
La sua carne è sempre stata un ottimo alimento per i nostri antenati delle valli alpine, questo lo si può dedurre dopo aver trovato nelle bisacce dell’uomo del Similaun (la sua morte risale a circa 4000 A.C.) proprio carne di stambecco. Alla fine del XIX era a rischio di estinzione, a causa di credenze a livello medicinale. Questa specie deve la sua sopravvivenza alla famiglia reale italiana. Fu il re Vittorio Emanuele III che nel 1856 li fece proteggere. È attualmente presente su tutto l’arco alpino per effetto di reintroduzioni e successive diffusioni. In Italia è protetto (non cacciabile), solo l’Alto Adige con delle leggi a statuto speciale può effettuare degli abbattimenti mirati a soggetti vecchi o malati. Entrambi i sessi sono provvisti di corna, ma a differenza del camoscio, la determinazione del sesso, soprattutto negli esemplari adulti non presenta difficoltà. A Cortina gli areali più consistenti si trovano sulla Croda del Becco, sul Col Bechei e sul gruppo montuoso del Sorapiš.
CAMOSCIO – Inquadramento sistematico specifico
SUPERORDINE Ungulati (Ungulata)
ORDINE Artiodattili (Artiodactyla)
SOTTORDINE Ruminanti (Ruminantia)
FAMIGLIA Bovidi (Bovidae)
SOTTOFAMIGLIA Caprine (Caprinae)
GENERE Capra
SPECIE Capra Ibex
SOTTOSPECIE Capra Ibex Ibex

 

MORFOLOGIA

Lo stambecco alpino, è un animale strutturato per vivere in alta quota.
È un ottimo arrampicatore, ci sono foto che lo ritraggono arrampicato su delle dighe, questo anche grazie ad una possente massa muscolare e di zoccoli morbidi per una migliore presa sulle rocce.
Il collo è robusto, questo lo aiuta a sostenere soprattutto nei maschi delle corna che possono diventare molto lunghe e pesanti.
Le orecchie sono corte, lunghe circa 10- 12 cm, gli occhi hanno un colore giallo-arancio con una pupilla orizzontale e scura, gli zoccoli a differenza del camoscio non hanno la membrana interdigitale, che lo faciliterebbe nello spostarsi sulla neve.
Il dimorfismo sessuale oltre ad essere evidente per la differenza di dimensione delle corna, lo si nota anche per la struttura del corpo, più leggero nelle femmine.
Le femmine presentano due capezzoli.
Nei maschi è presente una barba, lunga circa 3 – 4 cm in estate e in inverno, può raggiungere anche i 10 – 15 cm.

MANTELLO

Il manto estivo è composto da peli corti e forti, che lo fanno sembrare anche più leggero, hanno una colorazione nocciola chiaro, il cambio di muta, dal manto invernale a quello estivo, avviene nei mesi di maggio/giugno.
In autunno il pelo inizia a diventare più fitto e lanoso, si aggiunge al manto estivo una giarra invernale che è composta da peli più lunghi, alcuni testi non la considerano una vera e propria muta, perché appunto parte del manto estivo rimane e si va ad aggiungere la giarra invernale.

CORNA

Nello stambecco, come nel camoscio e negli altri bovidi, il corno è suddiviso in due parti, la parte interna denominata cavicchio osseo che si origina proprio dalla calotta cranica, e la seconda parte, quella esterna che noi vediamo, viene definito astuccio corneo, quest’ultimo è composto da cheratina, la stessa proteina che crea le nostre unghie.
La crescita del corno avviene durante la bella stagione da fine marzo a fine novembre, in primavera quando riparte la crescita, lascia una incisione che rappresenta poi l’anello annuale di crescita e questo poi consente la valutazione dell’età dell’animale.
Come citato in precedenza, entrambi i sessi sono provvisti di corna.
La differenza, tra maschi e femmina, contrariamente al camoscio, nello stambecco è evidente.
Nei maschi, la lunghezza può anche superare il metro, nelle femmine la lunghezza massima non supera i 25/30 cm.
Il maschio nella parte frontale presenta delle nodosità molto evidenti, queste con l’avanzare dell’età dell’animale vanno a consumarsi e diventano meno visibili.
Le femmine non presentano questi nodi ma hanno degli anelli ornamentali lungo tutto il corno.
La circonferenza alla base nei maschi può arrivare sui 20/25 cm, nelle femmine si aggira attorno ai 10/14 cm.

ALIMENTAZIONE

Lo stambecco alpino è considerato un ruminante pascolatore selettivo, sfrutta ciò che l’ambiente d’alta quota e le praterie alpine offrono.
I maschi sono meno selettivi per un maggior fabbisogno giornaliero rispetto alle femmine questo dipende anche dalle diverse dimensioni tra i due sessi.
Durante il periodo invernale questa specie si alimenta di piante legnose o semilegnose.
I maschi durante il periodo degli amori accusano una grande perdita di peso, questo per animali già deboli può essere fatale.
Una curiosità, raramente lo stambecco beve, questo è dato dal fatto che trova l’acqua nel cibo o utilizzando la neve.

DENOMINAZIONE DELLE CLASSI

CLASSE MASCHI FEMMINE
0 Capretti: nati nell’anno Capretti: nati nell’anno
I Giovani: animali di 1-2 anni Giovani: animali di 1 anno
II Subadulti: da 3 a 6 anni Subadulti: animali di 2-3 anni
III Adulti: animali di 7-11 anni Adulti: animali di 4-13 anni
IV Vecchi: individui di più di 12 anni  Vecchi: individui di più di 14 anni

 

DATI BIOMETRICI MASCHIO ADULTO FEMMINA ADULTA
Peso Pieno 65-130 kg 40-65 kg
Lunghezza 130-160 cm 120-135 cm
Altezza al garrese 85-92 cm 70-50 cm

 

CICLO BIOLOGICO

MASCHIO

FEMMINA

Maturità sessuale fisiologica

1 anno

2-3 anni

Maturità sessuale sociale

7-8 anni

4-5 anni

Apice dello sviluppo corporeo

8-10 anni

4-5 anni

Durata della gestazione

24-25 settimane (nascite verso fine giugno/metà luglio)

Ciclo estrale

Più di uno, a distanza di 20 giorni

Numero di nati

1 solo piccolo

Peso alla nascita

2-3 kg

Durata dello svezzamento

Dal secondo mese inizia l’assunzione di una dieta vegetale

Longevità

14-16 anni

16-20 anni

Periodi degli amori

Dicembre/Metà gennaio