Il Foraggiamento
18 Settembre, 2024Nella nostra Riserva Alpina di caccia sono presenti ben 21 mangiatoie e circa 120 saline.
Ci si deve, innanzitutto, porre la domanda del perché sia giusto foraggiare gli animali selvatici durante il periodo invernale e mantenere attive le saline.
Il foraggiamento artificiale invernale, ultimamente, è considerato, da molti faunisti, inutile e, a volte pure dannoso. Questo pensiero deriva dal fatto che l’inverno, di per sé, crea le condizioni per una selezione naturale tra i selvatici, che rischia di essere falsata dall’apporto artificiale di alimentazione. Oltre a questo, va detto che i nostri ruminanti, durante il periodo invernale, vivono una sostanziale riduzione della capacità e delle attività di stomaco e intestino, necessitando quindi, naturalmente, di un minor fabbisogno alimentare.
Ci si deve, quindi, porre la domanda: “Perché è giusto foraggiare?”
Partiamo da una frase in tedesco: “KEINE HEGER – KEINE JEGER”. Queste parole hanno un doppio significato: “prima di cacciare bisogna preoccuparsi di gestire i selvatici” oppure “non si è cacciatori se non ci si occupa a 360 gradi della selvaggina”.
Le mangiatoie, infatti, hanno l’importante funzione di sostenere e aiutare i selvatici nel periodo più critico dell’anno, dove picchi rapidi di innevamento, sempre più frequenti anche in primavera, possono mettere a forte repentaglio la loro sopravvivenza unicamente dipesa dalle riserve energetiche accumulate in estate ed autunno. Oltre a ciò le mangiatoie, inserite all’interno dei naturali quartieri di svernamento, aiutano a tenere gli animali fuori dai centri abitati, così pure da dominuire anche gli investimenti stradali, oltre che a limitare i danni da scortecciamento nel bosco. Se realizzate in luoghi poco frequentati da persone che praticano gli sport invernali, aiutano i selvatici a stare raggruppati tra di loro, in luoghi tranquilli, senza che consumino così preziose risorse energetiche nel cercare cibo o nell’allontanarsi dalle persone.
Le saline, invece, sono costituite da blocchi di sale naturale, che possono essere posizionati in scatole di legno o in qualche anfratto naturale. Il sale è un minerale molto ricercato dagli ungulati, soprattutto a fine inverno (molti gli incidenti stradali dovuti alla presenza di ungulati sui bordi delle strade attirati dal sale antigelo). In natura, tuttavia, è un elemento difficile da reperire; questo aiuta la crescita dei giovani, a mantenere pelle e pelo in un ottimo stato, ma soprattutto ha la funzione preziosa di aiutare le pareti intestinali degli ungulati a gestire e a smaltire i residui di una dieta invernale fortemente fibrosa.
Per concludere anche per noi cacciatori le saline possono essere un buono strumento di gestione, sia da un punto di vista sanitario, che di censimento.
All’interno della riserva, le 21 mangiatoie presenti sono ormai datate e, annualmente, hanno bisogno di manutenzione o addirittura di essere rifatte ex novo.
Alcuni soci cacciatori, negli ultimi anni, hanno ricostruito su base volontaria alcune mangiatoie, scegliendo le posizioni migliori, grazie anche al contributo sempre prezioso delle Regole d’Ampezzo.
Le nuove mangiatoie sono le seguenti: Botantin, Ru Curto, Fedarola, Larieto, Pian dei vediei, Peziè de Parù, Valbona.
Le mangiatoie sono suddivise in due parti: una zona più ampia dedicata ai cervi e una parte più minuta e protetta da barre di legno verticali più strette che permettono l’alimentazione al solo capriolo, che riesce così a consumare fieno e mangime, senza che il cervo possa avere la meglio.
Di seguito, a titolo rappresentativo, sono riportate alcune immagini di mangiatoie ricostruite negli ultimi anni.
Weidmannsheil!



